Cari amici,
Nell’utimo incontro abbiamo parlato del libro “Tra amici”, dello scrittore israeliano Amos Oz.
il libro è un raccolta di storie di personaggi della pionieristica epopea dei kibbutz, ed è piaciuto (3,4 su 5) perchè ha portato elementi nuovi ed interessanti a riguardo di un contesto storico certamente attuale. La discussione è stata arricchita da coinvolgenti aneddoti sulla vita e la mentalità in Israele. Da leggere.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
-Rachel Cusk - Arlington Pack
-Jocelyn Gaarder - Il mondo di Sofia
-Mohsin Hamid - Il fondamentalista riluttante
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venerdì 21 marzo 2014
sabato 18 gennaio 2014
Prossimo Club del Libro: venerdì 14 marzo 2014, h.20, Tra amici (Amos Oz)
Il prossimo appuntamento si terrà venerdì 14 marzo 2014, alle ore 20 (nuovo orario!), presso la pizzeria Pinsa's (Spaarndammerstraat 772, Amsterdam).
Leggeremo "Fra amici", di Amos Oz.
Descrizione del libro:
Con poche pennellate precise, Amos Oz ricrea il microcosmo di un kibbutz israeliano negli anni cinquanta. Dal giardiniere timido e solitario che ha la passione di dare brutte notizie alla donna lasciata dal marito per un'altra che le vive praticamente accanto; dal mite elettricista che, con sbigottita discrezione, non riesce a capacitarsi dell'amore della figlia diciottenne per il suo insegnante di storia al falegname pettegolo che, in preda all'ira, si accanisce su un bambino per dare una lezione a chi ha maltrattato suo figlio; dalle tentazioni sensuali del segretario del kibbutz durante la sua ronda notturna allo struggente racconto agrodolce degli ultimi giorni di un calzolaio anarchico, appassionato di esperanto e del futuro dell'umanità. Infine, due scelte opposte di fronte al dilemma tra andare e stare: quella di Moshe, che confrontandosi con il padre malato in ospedale finisce per riconoscersi in tutto e per tutto membro del kibbutz, e quella di Yotam, che invece dentro il kibbutz soffre e vorrebbe andare a studiare in Italia, dallo zio che lì ha fatto fortuna. Un affresco popolato di personaggi che ritornano di storia in storia e che devono la loro forza a un'intensa, luminosa umanità.
Ciao!
Leggeremo "Fra amici", di Amos Oz.
Descrizione del libro:
Con poche pennellate precise, Amos Oz ricrea il microcosmo di un kibbutz israeliano negli anni cinquanta. Dal giardiniere timido e solitario che ha la passione di dare brutte notizie alla donna lasciata dal marito per un'altra che le vive praticamente accanto; dal mite elettricista che, con sbigottita discrezione, non riesce a capacitarsi dell'amore della figlia diciottenne per il suo insegnante di storia al falegname pettegolo che, in preda all'ira, si accanisce su un bambino per dare una lezione a chi ha maltrattato suo figlio; dalle tentazioni sensuali del segretario del kibbutz durante la sua ronda notturna allo struggente racconto agrodolce degli ultimi giorni di un calzolaio anarchico, appassionato di esperanto e del futuro dell'umanità. Infine, due scelte opposte di fronte al dilemma tra andare e stare: quella di Moshe, che confrontandosi con il padre malato in ospedale finisce per riconoscersi in tutto e per tutto membro del kibbutz, e quella di Yotam, che invece dentro il kibbutz soffre e vorrebbe andare a studiare in Italia, dallo zio che lì ha fatto fortuna. Un affresco popolato di personaggi che ritornano di storia in storia e che devono la loro forza a un'intensa, luminosa umanità.
Ciao!
Incontro: Ebano
Cari amici,
Abbiamo inaugurato l'anno parlando di Ebano, raccolta di esperienze attraverso l'Africa del giornalista polacco Ryszark Kapuscinski.
Il libro entra di diritto nella lista dei più memorabili e apprezzati tra quelli letti nelle nostre serate, guadagnando una media voto di 4,4 su 5: da leggere assolutamente.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
-Nicholas Dunbar - Quei diavoli di derivati
-Edwin Abbott Abbott - Flatlandia
-Ernesto de Martino - Sud e magia
-Giovannino Guareschi - Il destino si chiama Clotilde
Abbiamo inaugurato l'anno parlando di Ebano, raccolta di esperienze attraverso l'Africa del giornalista polacco Ryszark Kapuscinski.
Il libro entra di diritto nella lista dei più memorabili e apprezzati tra quelli letti nelle nostre serate, guadagnando una media voto di 4,4 su 5: da leggere assolutamente.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
-Nicholas Dunbar - Quei diavoli di derivati
-Edwin Abbott Abbott - Flatlandia
-Ernesto de Martino - Sud e magia
-Giovannino Guareschi - Il destino si chiama Clotilde
mercoledì 27 novembre 2013
Prossimo Club del Libro: venerdì 10 gennaio 2014, h.19:30, Ebano (Ryszard Kapuściński)
Il prossimo appuntamento si terrà venerdì 10 Gennaio 2014 alle ore 19 e 30 presso la pizzeria Pinsa's (Spaarndammerstraat 772, Amsterdam) per festeggiare degnamente il nuovo anno!
Leggeremo "Ebano" di Ryszard Kapuściński. In fondo a questa email una breve introduzione al libro.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
Lunedì blu di Arnon Grunberg
Il paese che amo di Simone Sarasso
Stoner di John Williams
Buona lettura e al prossimo anno!
Giorgio
Club del libro Amsterdam
Nel libro il celebre reporter polacco racconta attraverso alcuni episodi significativi la sua lunga esperienza in Africa, un continente antico ed allo stesso tempo giovane e vitale, continuamente attraversato da violenti contrasti sociali e politici.
Dalla prima esperienza del 1957 nel Ghana da poco divenuto indipendente, seguita dai suoi continui viaggi per tutto il continente, fino agli ultimi recenti in Nigeria, Etiopia, Eritrea, Kapuściński racconta attraverso gli incontri con gente comune o persone che hanno lasciato il proprio nome sui libri di storia la genesi di una terra che dall'uscita dall'epoca del colonialismo è passata all'entusiasmo per l'indipendenza, alla disillusione per la corruzione dilagante e l'instabilità per le continue lotte di potere, ai continui colpi di stato, spesso legati alla coincidente guerra fredda.
"Questo libro non parla dell'Africa, ma di alcune persone che vi abitano e che vi ho incontrato, del tempo che abbiamo trascorso insieme. L'Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere." Kapuściński
Leggeremo "Ebano" di Ryszard Kapuściński. In fondo a questa email una breve introduzione al libro.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
Lunedì blu di Arnon Grunberg
Il paese che amo di Simone Sarasso
Stoner di John Williams
Buona lettura e al prossimo anno!
Giorgio
Club del libro Amsterdam
Nel libro il celebre reporter polacco racconta attraverso alcuni episodi significativi la sua lunga esperienza in Africa, un continente antico ed allo stesso tempo giovane e vitale, continuamente attraversato da violenti contrasti sociali e politici.
Dalla prima esperienza del 1957 nel Ghana da poco divenuto indipendente, seguita dai suoi continui viaggi per tutto il continente, fino agli ultimi recenti in Nigeria, Etiopia, Eritrea, Kapuściński racconta attraverso gli incontri con gente comune o persone che hanno lasciato il proprio nome sui libri di storia la genesi di una terra che dall'uscita dall'epoca del colonialismo è passata all'entusiasmo per l'indipendenza, alla disillusione per la corruzione dilagante e l'instabilità per le continue lotte di potere, ai continui colpi di stato, spesso legati alla coincidente guerra fredda.
"Questo libro non parla dell'Africa, ma di alcune persone che vi abitano e che vi ho incontrato, del tempo che abbiamo trascorso insieme. L'Africa è un continente troppo grande per poterlo descrivere." Kapuściński
Incontro: Lettere contro la guerra
Cari amici,
l'8 di Novembre ci siamo ritrovati per il consueto appuntamento per confrontarci sul libro "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani.
Il libro ha riscosso un notevole successo tanto da meritare un bel 4 su 5 come voto.
Il successo si attribuisce non solo per i contenuti facilmente condivisibili (anche se con le dovute distinzioni di cui riferirò) ma anche per la prosa decisamente ricercata che è stata particolarmente apprezzata dal gruppo.
La ricetta di Terzani contro la guerra è la conoscenza, una conoscenza profonda del "nemico" che viene privato della sua umanità e rappresentato nella pienezza delle sue differenze senza approfondire l'umanità che si nasconde dietro il suo rancore e i suoi atteggiamenti aggressivi.
La discussione si è particolarmente accesa sulle differenze che le culture islamiche hanno nel rapporto con le donne (ed ovviamente questo era uno dei punti chiave con cui l'America e le lettere di Oriana Fallaci razionalizzano la necessità del conflitto) e su come Terzani si mostri talmente pieno di comprensione verso questi paesi di fatto invasi dall'occidente che sembra quasi giustificare o addirittura apprezzare la Sharia stessa.
Alla fine ci siamo trovati tutti d'accordo quando è emerso chiaramente che nessuna guerra è fatta per migliorare i diritti dei cittadini/e di un paese, dietro ogni guerra si nascondono interessi economici privati.
Altro filone interessante sono state alcune riflessioni sugli avvenimenti del 11 Settembre, anche se non riferiti assolutamente nel libro, a tutt'oggi molti sono i dubbi su quello che è realmente accaduto in quella data, soprattutto in termini di responsabilità, alcuni di noi sono convinti che questa tragedia non è solo responsabilità di qualche terrorista arabo.
l'8 di Novembre ci siamo ritrovati per il consueto appuntamento per confrontarci sul libro "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani.
Il libro ha riscosso un notevole successo tanto da meritare un bel 4 su 5 come voto.
Il successo si attribuisce non solo per i contenuti facilmente condivisibili (anche se con le dovute distinzioni di cui riferirò) ma anche per la prosa decisamente ricercata che è stata particolarmente apprezzata dal gruppo.
La ricetta di Terzani contro la guerra è la conoscenza, una conoscenza profonda del "nemico" che viene privato della sua umanità e rappresentato nella pienezza delle sue differenze senza approfondire l'umanità che si nasconde dietro il suo rancore e i suoi atteggiamenti aggressivi.
La discussione si è particolarmente accesa sulle differenze che le culture islamiche hanno nel rapporto con le donne (ed ovviamente questo era uno dei punti chiave con cui l'America e le lettere di Oriana Fallaci razionalizzano la necessità del conflitto) e su come Terzani si mostri talmente pieno di comprensione verso questi paesi di fatto invasi dall'occidente che sembra quasi giustificare o addirittura apprezzare la Sharia stessa.
Alla fine ci siamo trovati tutti d'accordo quando è emerso chiaramente che nessuna guerra è fatta per migliorare i diritti dei cittadini/e di un paese, dietro ogni guerra si nascondono interessi economici privati.
Altro filone interessante sono state alcune riflessioni sugli avvenimenti del 11 Settembre, anche se non riferiti assolutamente nel libro, a tutt'oggi molti sono i dubbi su quello che è realmente accaduto in quella data, soprattutto in termini di responsabilità, alcuni di noi sono convinti che questa tragedia non è solo responsabilità di qualche terrorista arabo.
sabato 14 settembre 2013
Prossimo Club del Libro: venerdì 8 novembre, h19:30; Lettere contro la guerra, Tiziano Terzani
Il prossimo appuntamento si terrà venerdì 8 Novembre 2013 alle ore 19 e 30 presso la pizzeria Pinsa's (Spaarndammerstraat 772, Amsterdam).
Leggeremo "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani. In fondo a questa email una breve introduzione al libro.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
- Massimo Gramellini: Fai dei bei sogni
- Francesca Petrizo: Memorie di una cagna
- Guido Morselli: Dissipatio hg
Buona lettura e alla prossima!
Breve descrizione del libro:
Lettere contro la guerra è un libro scritto da Tiziano Terzani, giornalista e scrittore, che raccoglie alcune delle sue lettere pubblicate sul Corriere della sera all'indomani dell'11 settembre 2001, in risposta anche alla lettera di Oriana Fallaci "La rabbia e l'orgoglio" sullo stesso drammatico evento pubblicata sullo stesso quotidiano il 29 settembre.
La prima riflessione che apre il libro è, paradossalmente, sull'eccezionale opportunità che un evento terribile ed epocale qual è l'11 settembre, offre a noi occidentali di ripensare il nostro futuro, partendo dall'analisi del nostro presente e della necessità di farlo con empatia, cioè vedere la questione anche dal punto di vista altrui. Perché questa è la chiave della comprensione senza la quale non può esserci giudizio, né rabbia né orgoglio.
Leggeremo "Lettere contro la guerra" di Tiziano Terzani. In fondo a questa email una breve introduzione al libro.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
- Massimo Gramellini: Fai dei bei sogni
- Francesca Petrizo: Memorie di una cagna
- Guido Morselli: Dissipatio hg
Buona lettura e alla prossima!
Breve descrizione del libro:
Lettere contro la guerra è un libro scritto da Tiziano Terzani, giornalista e scrittore, che raccoglie alcune delle sue lettere pubblicate sul Corriere della sera all'indomani dell'11 settembre 2001, in risposta anche alla lettera di Oriana Fallaci "La rabbia e l'orgoglio" sullo stesso drammatico evento pubblicata sullo stesso quotidiano il 29 settembre.
La prima riflessione che apre il libro è, paradossalmente, sull'eccezionale opportunità che un evento terribile ed epocale qual è l'11 settembre, offre a noi occidentali di ripensare il nostro futuro, partendo dall'analisi del nostro presente e della necessità di farlo con empatia, cioè vedere la questione anche dal punto di vista altrui. Perché questa è la chiave della comprensione senza la quale non può esserci giudizio, né rabbia né orgoglio.
Incontro: La fabbrica dell'obbedienza
Cari amici,
in un piccolo gruppo, che ci ha riportato alle atmosfere dei primi incontri, ci siamo incontrati per parlare del romanzo La fabbrica dell'obbedienza di Ermanno Rea
Il libro non ha riscosso un gran successo ed infatti ha ottenuto una media di 2 su 5: il libro presenta una teoria interessante ma non del tutto nuova sull'influenza che il Vaticano ed in particolare la Controriforma ha avuto sull'italiano medio di oggi.
Pur presentando numerosi spunti di riflessione e citazioni di filosofi, poeti, scrittori e giornalisti italiani più o meno contemporanei il libro non ha saputo fornire argomenti solidi di discussione. Come ammesso dallo stesso autore il libro è uno sfogo e questa ammissione sembra essere un'apologia al lettore per un'opera che sembra mancare di struttura. Tanti spunti suggestivi da Giordano Bruno, al fascimo fino a toccare la contemporaneità con brevi citazioni di Berlusconi e Marrazzo, fino a tornare alle origini (quasi a creare un cerchio storico) con un ipotetico processo dell'Inquisizione a Caravaggio. Purtroppo questi spunti non sempre ben collegati fra loro non sembrano sufficienti a farci apprezzare questo saggio.
in un piccolo gruppo, che ci ha riportato alle atmosfere dei primi incontri, ci siamo incontrati per parlare del romanzo La fabbrica dell'obbedienza di Ermanno Rea
Il libro non ha riscosso un gran successo ed infatti ha ottenuto una media di 2 su 5: il libro presenta una teoria interessante ma non del tutto nuova sull'influenza che il Vaticano ed in particolare la Controriforma ha avuto sull'italiano medio di oggi.
Pur presentando numerosi spunti di riflessione e citazioni di filosofi, poeti, scrittori e giornalisti italiani più o meno contemporanei il libro non ha saputo fornire argomenti solidi di discussione. Come ammesso dallo stesso autore il libro è uno sfogo e questa ammissione sembra essere un'apologia al lettore per un'opera che sembra mancare di struttura. Tanti spunti suggestivi da Giordano Bruno, al fascimo fino a toccare la contemporaneità con brevi citazioni di Berlusconi e Marrazzo, fino a tornare alle origini (quasi a creare un cerchio storico) con un ipotetico processo dell'Inquisizione a Caravaggio. Purtroppo questi spunti non sempre ben collegati fra loro non sembrano sufficienti a farci apprezzare questo saggio.
sabato 6 luglio 2013
Prossimo Club del Libro: venerdì 6 settembre, h19:30; La fabbrica dell'obbedienza, Ermanno Rea
Il prossimo appuntamento si terrà venerdì 6 settembre 2013, alle ore 19 e 30, presso la pizzeria Pinsa's (Spaarndammerstraat 772, Amsterdam).
Leggeremo "La fabbrica dell'obbedienza", di Ermanno Rea.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
-Frédéric Pagès - Cartesio e la cannabis
-Sergio Luzzatto - Partigia
-Hanif Kureishi - Il Budda delle periferie
Breve descrizione del libro:
Servili, bugiardi, fragili, opportunisti: il mondo continua a osservarci stupito e a chiedersi donde provengano negli italiani tante riprovevoli inclinazioni, tanta superficialità etica e tanta mancanza di senso di responsabilità. Colpa delle stelle? Del clima? Della natura beffarda che ci avrebbe fatti così per puro capriccio? In questo suo nuovo libro, sciolto e affabulatorio nella forma quanto ruvido e penetrante nella sostanza, Ermanno Rea ci guida alla ricerca delle origini stesse della "malattia", del suo primo zampillare all'ombra di quel Sant'Uffizio che nel cuore del secolo XVI trasformò il cittadino consapevole appena abbozzato dall'Umanesimo in suddito perennemente consenziente nei confronti di santa romana Chiesa. Dopo oltre quattro secoli, la "fabbrica dell'obbedienza" continua a produrre la sua merce pregiata: consenso illimitato verso ogni forma di potere. L'italiano si confessa per poter continuare a peccare; si fa complice anche quando finge di non esserlo; coltiva catastrofismo e smemorante cinismo con eguale determinazione. Dall'Ottocento unitario al fascismo, dal dopoguerra democristiano alla stessa dinamica del compromesso storico, fino alla maestosa festa mediatica del berlusconismo, "Mario Rossi" ha indossato la stessa maschera del Girella ossequioso. Saggio, pamphlet, invettiva, manifesto: un libro di straordinaria lucidità e saggezza, una riflessione che diventa sbrigliata ricognizione storica, atto di accusa, istigazione al pensiero.
Buona lettura!
Leggeremo "La fabbrica dell'obbedienza", di Ermanno Rea.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
-Frédéric Pagès - Cartesio e la cannabis
-Sergio Luzzatto - Partigia
-Hanif Kureishi - Il Budda delle periferie
Breve descrizione del libro:
Servili, bugiardi, fragili, opportunisti: il mondo continua a osservarci stupito e a chiedersi donde provengano negli italiani tante riprovevoli inclinazioni, tanta superficialità etica e tanta mancanza di senso di responsabilità. Colpa delle stelle? Del clima? Della natura beffarda che ci avrebbe fatti così per puro capriccio? In questo suo nuovo libro, sciolto e affabulatorio nella forma quanto ruvido e penetrante nella sostanza, Ermanno Rea ci guida alla ricerca delle origini stesse della "malattia", del suo primo zampillare all'ombra di quel Sant'Uffizio che nel cuore del secolo XVI trasformò il cittadino consapevole appena abbozzato dall'Umanesimo in suddito perennemente consenziente nei confronti di santa romana Chiesa. Dopo oltre quattro secoli, la "fabbrica dell'obbedienza" continua a produrre la sua merce pregiata: consenso illimitato verso ogni forma di potere. L'italiano si confessa per poter continuare a peccare; si fa complice anche quando finge di non esserlo; coltiva catastrofismo e smemorante cinismo con eguale determinazione. Dall'Ottocento unitario al fascismo, dal dopoguerra democristiano alla stessa dinamica del compromesso storico, fino alla maestosa festa mediatica del berlusconismo, "Mario Rossi" ha indossato la stessa maschera del Girella ossequioso. Saggio, pamphlet, invettiva, manifesto: un libro di straordinaria lucidità e saggezza, una riflessione che diventa sbrigliata ricognizione storica, atto di accusa, istigazione al pensiero.
Buona lettura!
Incontro: Trans-Europa express
Cari amici,
Accompagnati finalmente da una serata estiva, ci siamo ritrovati a parlare del romanzo Trans-Europa express, di Paolo Rumiz.
Il libro ha ottenuto una media voto di 3,5 su 5: è piaciuto molto per lo stile diaristico, per l'interessante itinerario, per le citazioni letterarie e i riferimenti storici, insomma è risultata una lettura certamente piacevole e coinvolgente.
La narrativa di viaggio, stile letterario di nicchia nel panorama italiano ma più diffuso nella letteratura anglosassone, è una raccolta di sensazioni ed esperienze diaristiche, mediate dal bagaglio culturale dell'autore; Rumiz, da uomo di frontiera, è capace di cogliere questi elementi, anche grazie all'intermediazione della traduttrice, e di riportare coinvolgenti affreschi dell'anima slava, visti come continuazione degli eventi storici che hanno dato forma alla frontiera orientale dell'Europa unita. La questione geopolitica dei confini dell'Europa riemerge in tutta la sua attualità dalla storia e dalla geografia.
Accompagnati finalmente da una serata estiva, ci siamo ritrovati a parlare del romanzo Trans-Europa express, di Paolo Rumiz.
Il libro ha ottenuto una media voto di 3,5 su 5: è piaciuto molto per lo stile diaristico, per l'interessante itinerario, per le citazioni letterarie e i riferimenti storici, insomma è risultata una lettura certamente piacevole e coinvolgente.
La narrativa di viaggio, stile letterario di nicchia nel panorama italiano ma più diffuso nella letteratura anglosassone, è una raccolta di sensazioni ed esperienze diaristiche, mediate dal bagaglio culturale dell'autore; Rumiz, da uomo di frontiera, è capace di cogliere questi elementi, anche grazie all'intermediazione della traduttrice, e di riportare coinvolgenti affreschi dell'anima slava, visti come continuazione degli eventi storici che hanno dato forma alla frontiera orientale dell'Europa unita. La questione geopolitica dei confini dell'Europa riemerge in tutta la sua attualità dalla storia e dalla geografia.
sabato 4 maggio 2013
Prossimo Club del Libro: venerdì 5 luglio, h19:30; Trans-Europa Express, Paolo Rumiz
Cari amici,
Il prossimo appuntamento si terrà venerdì 5 luglio 2013, alle ore 19 e 30, presso la pizzeria Pinsa's (Spaarndammerstraat 772, Amsterdam).
Leggeremo "Trans-Europa Express", di Paolo Rumiz.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
-Jan-Phillip Sendker - L'atre di ascoltare i battiti del cuore
-Luigi Natoli - La vecchia dell'aceto
-Serena Dandini - Ferite a morte
-Rachel Joyce - L'imprevedibile viaggio di Harold Fry
-Oliver Sacks - L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello
Buona lettura e alla prossima!
Breve descrizione del libro:
2008. Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l'Europa occidentale da quella orientale. È una strada, quella di Rumiz, che tra acque e foreste, e sentori di abbandono, si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Rumiz accompagna il lettore, con una voce profonda, ricca di intonazioni, per paesaggi inediti, segreti, struggenti di bellezza. E più avanza, più ha la sensazione di non trovarsi su qualche sperduto confine ma precisamente al centro, nel cuore stesso dell'Europa. Attraversa dogane, recinzioni metalliche, barriere con tanto di torrette di guardia, vive attese interminabili e affronta severissimi controlli, ma come sempre conosce anche la generosità degli uomini e delle donne che incontra sul suo cammino: un pescatore di granchi giganti, prosperose venditrici di mirtilli, un prete che ha combattuto nelle forze speciali in Cecenia. Siamo di fronte a un libro raro, dettato da una scrittura che magnifica il viaggiare e la conoscenza del mondo, di quel mondo, attraverso il viaggiare.
Il prossimo appuntamento si terrà venerdì 5 luglio 2013, alle ore 19 e 30, presso la pizzeria Pinsa's (Spaarndammerstraat 772, Amsterdam).
Leggeremo "Trans-Europa Express", di Paolo Rumiz.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
-Jan-Phillip Sendker - L'atre di ascoltare i battiti del cuore
-Luigi Natoli - La vecchia dell'aceto
-Serena Dandini - Ferite a morte
-Rachel Joyce - L'imprevedibile viaggio di Harold Fry
-Oliver Sacks - L'uomo che scambiò sua moglie per un cappello
Buona lettura e alla prossima!
Breve descrizione del libro:
2008. Seimila chilometri a zigzag da Rovaniemi (Finlandia) a Odessa (Ucraina). Un percorso che sembra tagliare, strappare l'Europa occidentale da quella orientale. È una strada, quella di Rumiz, che tra acque e foreste, e sentori di abbandono, si snoda tra gloriosi fantasmi industriali, villaggi vivi e villaggi morti. Rumiz accompagna il lettore, con una voce profonda, ricca di intonazioni, per paesaggi inediti, segreti, struggenti di bellezza. E più avanza, più ha la sensazione di non trovarsi su qualche sperduto confine ma precisamente al centro, nel cuore stesso dell'Europa. Attraversa dogane, recinzioni metalliche, barriere con tanto di torrette di guardia, vive attese interminabili e affronta severissimi controlli, ma come sempre conosce anche la generosità degli uomini e delle donne che incontra sul suo cammino: un pescatore di granchi giganti, prosperose venditrici di mirtilli, un prete che ha combattuto nelle forze speciali in Cecenia. Siamo di fronte a un libro raro, dettato da una scrittura che magnifica il viaggiare e la conoscenza del mondo, di quel mondo, attraverso il viaggiare.
Incontro: Settanta
Cari amici,
Ci siamo ritrovati molto numerosi a parlare del romanzo Settanta, di Simone Sarasso.
Il libro ha ottenuto una media voto di 3 su 5: ha stimolato un acceso dibattito, ha diviso sullo stile, sulla capacità di rendere le atmosfere dell'Italia degli anni settanta, ma certamente non ha lasciato indifferenti.
Con uno stile molto cinematografico, e sempre meno attinente alla storia reale del Paese con lo scorrere delle pagine, il romanzo fa un uso molto efficace della narrazione verosimile di fatti storici per rendere bene lo spirito degli eventi principali e degli intrighi che hanno caratterizzato gli anni di piombo.
Ci siamo ritrovati molto numerosi a parlare del romanzo Settanta, di Simone Sarasso.
Il libro ha ottenuto una media voto di 3 su 5: ha stimolato un acceso dibattito, ha diviso sullo stile, sulla capacità di rendere le atmosfere dell'Italia degli anni settanta, ma certamente non ha lasciato indifferenti.
Con uno stile molto cinematografico, e sempre meno attinente alla storia reale del Paese con lo scorrere delle pagine, il romanzo fa un uso molto efficace della narrazione verosimile di fatti storici per rendere bene lo spirito degli eventi principali e degli intrighi che hanno caratterizzato gli anni di piombo.
giovedì 14 marzo 2013
Cari tutti,
Chi ha partecipato fino agli ultimi momenti della serata del Club del Libro di questa sera lo sa già.
In data 8 marzo 2013 oggi ho deciso di lasciare la reggenza del Club, che ho ideato e fondato nel 2006.
In sette anni di impegno, la mia energia si è lentamente esaurita. Quello che all’inizio era un enorme piacere ha assunto oggi il valore di un’incombenza. Forse la mia capacità di facilitare il dialogo durante le riunioni – se mai c’è stata – nel corso del tempo si è ulteriormente affievolita. Sento che ora è per me il momento di lasciare questo incarico. Scelgo di farlo proprio in data di oggi, quando, come da tradizione, si festeggia il compleanno (settimo) del Club.
Nel gennaio 2006, lanciai il primo incontro del Club. Il Club divenne una della attività della sezione di Amsterdam di Italians Online (IOL). Grazie a coloro che al tempo ne erano i responsabili, per la fiducia che mi concessero. Grazie anche a coloro di voi che cedettero da subito in quell’idea e che iniziarono a partecipare agli incontri.
Agli inizi del 2007, il Club organizzò un Laboratorio di Scrittura Creativa. L’idea venne a Marino Magliani. Giulio Mozzi e Giorgio Vasta lo condussero. Alla fine dello stesso anno il Club si staccò da IOL e cominciò una vita autonoma, che continua fino ad oggi. Nel 2008 aprii una pagina Facebook del Club. Agli inizi del 2010 il Club prese il nome di “Asino Morbido, Club del Libro Amsterdam”. Un bel logo venne ideato e disegnato da Roberta Sandri. Inaugurai un’attività chiamata “Serata Babele” ad inizio dello stesso anno. Venne poi aperto un blog del Club amministrato da Giuseppe Cipriani. Nell’agosto del 2011 invitai ufficialmente Giuseppe a collaborare alle attività Club ed a seguire personalmente le Serate Babele, che sono continuate fino al 2012.
Al tempo della prima riunione del Club – 29 marzo 2006- presentai gli ideali che mi ispiravano a creare il Club. Introdussi le regole alla base dello svolgimento delle attività e degli incontri.
Ora, ringrazio tutti di cuore per la vostra partecipazione al Club. Il Club del Libro siete sempre stati voi ed è sempre stato vostro. Da oggi a maggior ragione.
Vi lascio con l’ invito a domandarvi il “cosa”, delle cose. Vi invito ad essere in accordo o in disaccordo con un idea e soprattutto vi lascio fare ciò che vorrete.
Il Club è ora nelle vostre mani. I will be around.
Saluti,
Alberto
In data 8 marzo 2013 oggi ho deciso di lasciare la reggenza del Club, che ho ideato e fondato nel 2006.
In sette anni di impegno, la mia energia si è lentamente esaurita. Quello che all’inizio era un enorme piacere ha assunto oggi il valore di un’incombenza. Forse la mia capacità di facilitare il dialogo durante le riunioni – se mai c’è stata – nel corso del tempo si è ulteriormente affievolita. Sento che ora è per me il momento di lasciare questo incarico. Scelgo di farlo proprio in data di oggi, quando, come da tradizione, si festeggia il compleanno (settimo) del Club.
Nel gennaio 2006, lanciai il primo incontro del Club. Il Club divenne una della attività della sezione di Amsterdam di Italians Online (IOL). Grazie a coloro che al tempo ne erano i responsabili, per la fiducia che mi concessero. Grazie anche a coloro di voi che cedettero da subito in quell’idea e che iniziarono a partecipare agli incontri.
Agli inizi del 2007, il Club organizzò un Laboratorio di Scrittura Creativa. L’idea venne a Marino Magliani. Giulio Mozzi e Giorgio Vasta lo condussero. Alla fine dello stesso anno il Club si staccò da IOL e cominciò una vita autonoma, che continua fino ad oggi. Nel 2008 aprii una pagina Facebook del Club. Agli inizi del 2010 il Club prese il nome di “Asino Morbido, Club del Libro Amsterdam”. Un bel logo venne ideato e disegnato da Roberta Sandri. Inaugurai un’attività chiamata “Serata Babele” ad inizio dello stesso anno. Venne poi aperto un blog del Club amministrato da Giuseppe Cipriani. Nell’agosto del 2011 invitai ufficialmente Giuseppe a collaborare alle attività Club ed a seguire personalmente le Serate Babele, che sono continuate fino al 2012.
Al tempo della prima riunione del Club – 29 marzo 2006- presentai gli ideali che mi ispiravano a creare il Club. Introdussi le regole alla base dello svolgimento delle attività e degli incontri.
Ora, ringrazio tutti di cuore per la vostra partecipazione al Club. Il Club del Libro siete sempre stati voi ed è sempre stato vostro. Da oggi a maggior ragione.
Vi lascio con l’ invito a domandarvi il “cosa”, delle cose. Vi invito ad essere in accordo o in disaccordo con un idea e soprattutto vi lascio fare ciò che vorrete.
Il Club è ora nelle vostre mani. I will be around.
Saluti,
Alberto
sabato 9 marzo 2013
Prossimo Club del Libro: venerdì 3 maggio 2013, h19:30; Settanta, Simone Sarasso
Cari amici,
le attività del Club del libro proseguiranno, nel nome della continuità, a partire dall'appuntamento di maggio.
Giorgio Vinci ed io proveremo insieme a riempire le ampie scarpe lasciateci da Alberto, cercando di mantenerne lo spirito e la spontaneità che grazie ad Alberto sono ormai un punto di riferimento per le attività culturali per tanti italiani qui in Olanda.
Il prossimo appuntamento sarà quindi venerdì 3 maggio 2013, alle ore 19 e 30, presso la pizzeria Pinsa's (Spaarndammerstraat 772, Amsterdam).
Abbiamo scelto di leggere "Settanta", di Simone Sarasso.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
L'isola e le rose - Walter Veltroni
Come un romanzo - Daniel Pennac
Noi saremo tutto - Valerio Evangelisti
Breve descrizione del libro:
Italia, anni settanta: il decennio più buio e violento della storia repubblicana raccontato attraverso le voci di uno stragista, di un ladro, di un magistrato e di un attore di successo. Andrea Sterling, il fiore all'occhiello dei servizi deviati, ha un piano. Ettore Brivido, l'enfant prodige della mala milanese, è pronto a fare il salto di qualità. Domenico Incatenato, giovane giudice del Sud, sgobba per fare carriera tra Roma e Milano. Nando Gatti è l'astro nascente del poliziesco all'italiana e prende sul serio il proprio lavoro. Le loro vite s'intrecciano mentre il paese va a fuoco: nelle piazze e nelle fabbriche ribolle la rivolta, le Brigate Rosse sfidano il potere costituito e la strategia della tensione continua a mietere vittime civili.
le attività del Club del libro proseguiranno, nel nome della continuità, a partire dall'appuntamento di maggio.
Giorgio Vinci ed io proveremo insieme a riempire le ampie scarpe lasciateci da Alberto, cercando di mantenerne lo spirito e la spontaneità che grazie ad Alberto sono ormai un punto di riferimento per le attività culturali per tanti italiani qui in Olanda.
Il prossimo appuntamento sarà quindi venerdì 3 maggio 2013, alle ore 19 e 30, presso la pizzeria Pinsa's (Spaarndammerstraat 772, Amsterdam).
Abbiamo scelto di leggere "Settanta", di Simone Sarasso.
gli altri libri proposti nel corso della serata:
L'isola e le rose - Walter Veltroni
Come un romanzo - Daniel Pennac
Noi saremo tutto - Valerio Evangelisti
Breve descrizione del libro:
Italia, anni settanta: il decennio più buio e violento della storia repubblicana raccontato attraverso le voci di uno stragista, di un ladro, di un magistrato e di un attore di successo. Andrea Sterling, il fiore all'occhiello dei servizi deviati, ha un piano. Ettore Brivido, l'enfant prodige della mala milanese, è pronto a fare il salto di qualità. Domenico Incatenato, giovane giudice del Sud, sgobba per fare carriera tra Roma e Milano. Nando Gatti è l'astro nascente del poliziesco all'italiana e prende sul serio il proprio lavoro. Le loro vite s'intrecciano mentre il paese va a fuoco: nelle piazze e nelle fabbriche ribolle la rivolta, le Brigate Rosse sfidano il potere costituito e la strategia della tensione continua a mietere vittime civili.
Incontro: La Chimera
Cari amici,
Voglio iniziare il resoconto dell'incontro di venerdì sera ringraziando personalmente Alberto per l'organizzazione, la dedizione e la costanza che ha voluto offrirci creando e gestendo per tutti questi anni il club del libro. Ancora di più, voglio ringraziarlo per la passione profusa, che è stata certamente la chiave del successo di questa sua creatura, che per tanti di noi è un familiare punto di ritrovo, una fonte di ispirazione, e un momento perfetto per lo scambio di idee in libertà.
Ci mancherà certamente la guida di Alberto, ma sono certo che non ci farà mancare la sua presenza, e che continuerà ad aver piacere a partecipare alle serate del club: cercheremo di portare avanti la sua creatura nel segno della continuità con lo spirito che è ormai caro a tutti coloro che hanno potuto parteciparvi.
Per l'ultima serata condotta da Alberto, oltreché settimo compleanno del club, ci siamo ritrovati a parlare del romanzo La Chimera, di Sebastiano Vassalli.
Il libro ha ottenuto una media voto di 3,57 su 5, quindi ci è sicuramente piaciuto.
Gradevole romanzo storico ben documentato, questo libro sceglie di non puntare sull'imprevedibilità della trama ma al contrario approfitta dell'inevitabilità degli eventi ormai consegnati alla storia per tracciare un interessante profilo caratteriale dei personaggi, storici o plausibili che siano, e ci porta ad interrogarci sulla generalizzabilità al di fuori dello specifico contesto scelto dall'autore delle situazioni e delle dinamiche dei personaggi del romanzo.
Consigliato.
Voglio iniziare il resoconto dell'incontro di venerdì sera ringraziando personalmente Alberto per l'organizzazione, la dedizione e la costanza che ha voluto offrirci creando e gestendo per tutti questi anni il club del libro. Ancora di più, voglio ringraziarlo per la passione profusa, che è stata certamente la chiave del successo di questa sua creatura, che per tanti di noi è un familiare punto di ritrovo, una fonte di ispirazione, e un momento perfetto per lo scambio di idee in libertà.
Ci mancherà certamente la guida di Alberto, ma sono certo che non ci farà mancare la sua presenza, e che continuerà ad aver piacere a partecipare alle serate del club: cercheremo di portare avanti la sua creatura nel segno della continuità con lo spirito che è ormai caro a tutti coloro che hanno potuto parteciparvi.
Per l'ultima serata condotta da Alberto, oltreché settimo compleanno del club, ci siamo ritrovati a parlare del romanzo La Chimera, di Sebastiano Vassalli.
Il libro ha ottenuto una media voto di 3,57 su 5, quindi ci è sicuramente piaciuto.
Gradevole romanzo storico ben documentato, questo libro sceglie di non puntare sull'imprevedibilità della trama ma al contrario approfitta dell'inevitabilità degli eventi ormai consegnati alla storia per tracciare un interessante profilo caratteriale dei personaggi, storici o plausibili che siano, e ci porta ad interrogarci sulla generalizzabilità al di fuori dello specifico contesto scelto dall'autore delle situazioni e delle dinamiche dei personaggi del romanzo.
Consigliato.
domenica 20 gennaio 2013
Prossimo Club del Libro: venerdì 1 marzo 2013, h19:30; La chimera, Sebastiano Vassalli
Carissimi,
il nostro prossimo incontro si svolgerá:
Venerdì 8 marzo 2013 alle ore 19:30.
Leggeremo per quell’occasione"La chimera", di Sebastiano Vassalli.
Una breve introduzione al saggio è qui sotto. In prossimità della data del prossimo incontro invierò un messaggio per riportarvi l’evento di nuovo alla memoria.
Gli altri libri proposti nel corso della serata sono stati:
- Sonny Boy. Una storia d'amore oltre ogni tabù tra pregiudizi borghesi e nazismo (Annejet vd Zijl)
- Uccidere il padre (Amelie Nothomb)
- Comma 22 (Joseph Heller)
- Milioni di milioni (Marco Malvaldi)
SCHEDA LIBRO
Titolo: La Chimera
Autore: Sebastiano Vassalli
Prezzo: €11,00 (copertina)
Pagine: 308
Editore: Einaudi
Premio Strega 1990.
Sunto
In un villaggio padano del Seicento, cancellato dalla storia, si consuma la tragica vita di Antonia, strega di Zardino. Dalla nebbia del passato riemergono situazioni e personaggi a volte comici a volte grotteschi ed a volte colmi di tristezza.
Trama:
Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1590, una bambina viene abbandonata all'ingresso della Casa di Carità di Novara. Viene battezzata Antonia Spagnolini, per via degli occhi e dei capelli nerissimi. Passano gli anni e Antonia si fa sempre più bella. All’età di dieci anni viene adottata da una coppia di contadini e lascia l’Istituto. Lo sfondo della sua vita sono le risaie, le montagne, la pianura. Questo paesaggio è popolato da camminanti, risaroli, banditi, soldati mercenari, boia, dementi, pittori di edicole, falsi preti, predicatori fanatici, spacciatori di reliquie finte, comari pettegole e astiose.
Siamo all'epoca della Controriforma. L’integralista vescovo di Novara Bascapé, impone alla popolazione una stretta osservanza dei riti e delle norme religiose. Alcune voci iniziano ad indicare Antonia come una strega. Il delirio verbale si sovrappone alla realtà e Teresio, il parroco di Zardino, la denuncia per stregoneria al Tribunale del Sant’Uffizio. Inizia il processo ed Antonia affronta l'Inquisitore ed una fila di testimoni pronti a deporre contro di lei. L’11 settembre del 1610, tutti accorrono, poco dopo il tramonto ...
Nota al testo:
Per Vassalli, il Seicento è un secolo senza Dio. I capitoli di premessa e congedo del romanzo si intitolano "Il nulla”. La tensione della narrazione nasce dall'intento di voler negare le ragioni della Storia: non c'è nessuna ragione che possa dare senso a ciò che accade nel mondo. Questo romanzo unisce al gusto della narrazione piena l'intreccio e la costruzione di personaggi pieni. L’opera è un successo editoriale che vince vari premi letterari -tra cui lo Strega 1990- e viene tradotta in molte lingue.
Buona lettura ed alla prossima!
Ciao
il nostro prossimo incontro si svolgerá:
Venerdì 8 marzo 2013 alle ore 19:30.
Leggeremo per quell’occasione"La chimera", di Sebastiano Vassalli.
Una breve introduzione al saggio è qui sotto. In prossimità della data del prossimo incontro invierò un messaggio per riportarvi l’evento di nuovo alla memoria.
Gli altri libri proposti nel corso della serata sono stati:
- Sonny Boy. Una storia d'amore oltre ogni tabù tra pregiudizi borghesi e nazismo (Annejet vd Zijl)
- Uccidere il padre (Amelie Nothomb)
- Comma 22 (Joseph Heller)
- Milioni di milioni (Marco Malvaldi)
SCHEDA LIBRO
Titolo: La Chimera
Autore: Sebastiano Vassalli
Prezzo: €11,00 (copertina)
Pagine: 308
Editore: Einaudi
Premio Strega 1990.
Sunto
In un villaggio padano del Seicento, cancellato dalla storia, si consuma la tragica vita di Antonia, strega di Zardino. Dalla nebbia del passato riemergono situazioni e personaggi a volte comici a volte grotteschi ed a volte colmi di tristezza.
Trama:
Nella notte tra il 16 e il 17 gennaio 1590, una bambina viene abbandonata all'ingresso della Casa di Carità di Novara. Viene battezzata Antonia Spagnolini, per via degli occhi e dei capelli nerissimi. Passano gli anni e Antonia si fa sempre più bella. All’età di dieci anni viene adottata da una coppia di contadini e lascia l’Istituto. Lo sfondo della sua vita sono le risaie, le montagne, la pianura. Questo paesaggio è popolato da camminanti, risaroli, banditi, soldati mercenari, boia, dementi, pittori di edicole, falsi preti, predicatori fanatici, spacciatori di reliquie finte, comari pettegole e astiose.
Siamo all'epoca della Controriforma. L’integralista vescovo di Novara Bascapé, impone alla popolazione una stretta osservanza dei riti e delle norme religiose. Alcune voci iniziano ad indicare Antonia come una strega. Il delirio verbale si sovrappone alla realtà e Teresio, il parroco di Zardino, la denuncia per stregoneria al Tribunale del Sant’Uffizio. Inizia il processo ed Antonia affronta l'Inquisitore ed una fila di testimoni pronti a deporre contro di lei. L’11 settembre del 1610, tutti accorrono, poco dopo il tramonto ...
Nota al testo:
Per Vassalli, il Seicento è un secolo senza Dio. I capitoli di premessa e congedo del romanzo si intitolano "Il nulla”. La tensione della narrazione nasce dall'intento di voler negare le ragioni della Storia: non c'è nessuna ragione che possa dare senso a ciò che accade nel mondo. Questo romanzo unisce al gusto della narrazione piena l'intreccio e la costruzione di personaggi pieni. L’opera è un successo editoriale che vince vari premi letterari -tra cui lo Strega 1990- e viene tradotta in molte lingue.
Buona lettura ed alla prossima!
Ciao
Incontro: L'apocalisse rimandata
Carissimi,
Primo incontro del 2013! Una fredda sera d’inverno che abbiamo riscaldato discutendo del nostro ultimo libro: L'apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe! scritto da Dario Fo nel 2008.
Il giudizio complessivo espresso dai partecipanti alla serata (tre di loro si sono astenuti dall’esprimersi, metto agli atti) è stato di 2.5.
Questo libro si accavalla quindi sul confine tra il leggerlo ed il non leggerlo, … dando ragione ai numeri.
Dario, premio Nobel per la letteratura, non ci fa troppo amare lo stile della sua prosa –almeno all’inizio–. Sembra che nessuno abbia riletto questo libro scritto di getto. Il lettore ne soffre. Su questo ci siamo trovati tutti concordi. I disegni con i quali molte pagine sono abbellite ci fanno sentire vicini all'autore. É chiaro peró che alla lettura manca la sua presenza ... Manca il fatto che ce lo legga lui questo libro. Si, perché questo é uno spettacolo teatrale su carta. La lettura ci da troppo tempo per riflettere sulle parole che perdono della loro emotivitá e del loro effetto. Al cervello balza che non esiste una vera trama e nemmeno una logica nel racconto.
La catastrofe però non ne abbisogna. Lo scopo dell'autore non è quello di educarci, metterci al corrente di intrighi, rivelarci verità nascoste o scientificamente probabili. Non é nemmeno quello di farci cambiare vita. Lo scopo di Fo è quello di travolgerci con emozioni e trascinarci "a valle". Attraverso le emozioni Fo ci sprona a perdere la nostra passività ed a metterci in movimento. Ci invita a (ri)acquistare una forma di pensiero critica e ecostruttiva, libera da condizionamenti e partecipativa. In questo Fo centra in pieno il suo obiettivo. Per questa ragione dico: questo libro è da leggere.
giovedì 29 novembre 2012
Prossimo Club del Libro: venerdì 18 gennaio 2013, h19:30; L'apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe, Dario Fo
Carissimi,
il nostro prossimo incontro si svolgerá:
Venerdì 18 gennaio 2013 alle ore 19:30.
C´incontreremo presso il Ristorante Pizzeria Pinsa’s in Spaarndammerstraat 772, 1013 TJ Amsterdam [zona Westerpark], per parlare di
"L'apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe", di Dario Fo, (saggio che abbiamo scelto di leggere per la prossima volta).
Una breve introduzione al saggio è qui sotto.
In prossimità della data del prossimo incontro invierò un messaggio per riportarvi l’evento di nuovo alla memoria.
Gli altri libri proposti nel corso della serata sono stati pochi! Mi raccomando la prossima!!
- Stella del mattino (Wu Ming 4)
- Se mi chiami mollo tutto, peró chiamami (Albert Espinoza)
SCHEDA LIBRO
Titolo: L'apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe
Autore: Dario Fo
Prezzo: €15,00 (copertina)
Pagine: 201
Editore: Guanda
Sunto
Un bel mattino, a Milano, a Roma, o in qualsiasi altra città del mondo, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento, niente caffè al bar, niente benzina alle pompe. In un batter d'occhio crollano banche e assicurazioni, il denaro non vale più. Il panettiere con forno a legna è preso d'assalto, tornano in auge le biciclette e l'energia prodotta dal sole, dal vento e dai combustibili vegetali finalmente si afferma. Le guerre del petrolio non hanno più ragione di esistere. I potenti di turno rimangono intrappolati nelle loro ville, mentre i politici e i religiosi paludati smettono di fare chiacchiere inutili e razzolano insieme agli altri affamati. Le città si svuotano e si riempiono di nuovo le campagne. Ovunque si ritorna spontaneamente a riunirsi, a discutere.
Recensione
Pensate che il petrolio, nonostante i prezzi alle stelle, sia l'unica fonte di energia possibile? Siete certi che le riserve di "oro nero" siano sufficienti a coprire il fabbisogno dei prossimi anni? Siete convinti che le preoccupazioni sui danni dell'inquinamento e dell'effetto serra siano ingiustificati allarmismi? Se la pensate così (ma anche se siete consapevoli dei rischi che corriamo) leggete questo libro: vi riserverà molte sorprese. Affronta temi oggi molto dibattuti, come la crisi energetica, l'inquinamento ambientale, la necessità di utilizzare fonti di energia alternativa, ma con uno sguardo nuovo. Quello arguto e irriverente di un artista poliedrico, incarnazione istrionica della cultura popolare, nonché premio Nobel della Letteratura: Dario Fo. Il problema ambientale sta diventando, secondo lui, "una disperata ossessione". Ammette infervorato: «non perdo occasione, appena incontro qualcuno, sia maschio che femmina, sia giovane che anziano, di sollevare il problema e di tentare il loro coinvolgimento». Lo fa anche in questo libro, prendendo a braccetto i lettori e accompagnandoli in un viaggio immaginifico in un mondo sconvolto dall'esaurimento del petrolio. Un libro, arricchito da 65 disegni dell'autore, che invita a riflettere ma senza mai perdere il sorriso. Una lettura critica che si allarga all'intera società senza risparmiare politici, giornalisti e persino uomini di chiesa, bersagli dell'irriverente sberleffo dell'autore. Cosa accadrebbe se un bel giorno, svegliandoci, scoprissimo che non possiamo più ascoltare la radio, utilizzare il computer, viaggiare in auto o in aereo, trasportare merci con i camion? Che ne sarebbe di noi se crollassero all'improvviso tutti i pilastri su cui si fonda la vita moderna? Una tragedia, penserete voi. Ma ne siete certi? Dario Fo ci invita a considerare questa fantasiosa possibilità da un nuovo punto di vista. Quello che appare come un drammatico epilogo per l'umanità potrebbe trasformarsi in un punto di partenza verso la rinascita, la salvezza dalla schiavitù del petrolio e dalle aberrazioni dell'economia che gli ruota attorno. Fo immagina un mondo nuovo, dove il droghiere del negozio all'angolo, da sempre sbeffeggiato per le sue preoccupazioni ecologiste, possa sfoggiare il suo avveniristico impianto per la produzione di energia solare, o dove il professore del politecnico, che ha brevettato un'auto che funziona ad aria compressa sia l'unico a poter circolare su quattro ruote nelle strade deserte. Insomma, per un provocatore delle coscienze come l'autore, in questo mondo alla rovescia non c'è solo da perderci ma anche da guadagnarci.
Buona lettura ed alla prossima!
Ciao
Incontro: La mia famiglia e altri animali
Carissimi,
Ci siamo incontrati per discutere de "La mia famiglia ed altri animali" scritto da Gerald Durrell. Subito vi dico che il giudizio collettivo espresso su questo romanzo é stato 3.28 (su 5). Quindi questo é un libro non male.
Che dirne? Innanzitutto abbiamo scoperto che una delle edizioni presenti al nostro tavolo era stata accorciata (l'avevo letta anch'io presa in prestito da Fabrizio che se l'era fatta imprestare da ...). Il libro, destinato ad un pubblico giovane (era un'edizione "scolastica") era stato alleggerito di alcune parti. Perché queste forse avrebbero potuto turbare degli adolescenti? Forse. Non si tratta di grandi cose peró. Anzi, ... si! Sebbene ... Solo il lettore piú attento avrebbe potuto intravvedere in quelle pagine quanto -guzzianamente- definiremo l'effenminata Albione. Questo é il (solo) piccolo prurito del romanzo che per il resto é molto candido candido. Lo si legge (a volte) molto volentieri. Le descrizioni di animali interrompono i dialoghi dei membri di questa pazza, stravagante, allegra e libera famiglia. Come anche fatto da qualche altro presente, anch'io mi sono preso la libertá di girare pagina senza finirla, alle volte. Perché? Forse alcuni dialoghi sono troppo lunghi ed a volte le descrizioni minuziose degli animali sono un pochino noiose. Corfú ne riesce splendidamnte descritta e viene voglia quasi d'andarci. I suoi abitanti, pennellati a colori forti sono una varia umanitá che a volte strappa un sorriso ed a volte forse annoia. Questo libro é strano: lo ho amato ed odiato allo stesso tempo. L'ho letto allo stesso momento con piacere e con noia perché mi é sembrato in alcuni tratti impregnato di semplicitá e di un buonumore (quasi disarmanti) ed in altri di spocchia e ambiguitá. Lo consiglio? Si, perché é un libro unico. Buona lettura.
sabato 15 settembre 2012
Prossimo Club del Libro: venerdì 2 novembre, 19:30; La mia famiglia e altri animali, Gerald Durrell
Il nostro prossimo incontro si svolgerá:
Venerdì 2 novembre alle ore 19:30.
C´incontreremo presso il Ristorante Pizzeria Pinsa’s in Spaarndammerstraat 772, 1013 TJ Amsterdam [zona Westerpark], per parlare di
"La mia famiglia ed altri animali", di Gerald Durrell, (romanzo che abbiamo scelto di leggere per la prossima volta).
Una breve introduzione al romanzo è qui sotto.
In prossimità della data del prossimo incontro invierò un messaggio per riportarvi l’evento di nuovo alla memoria.
Gli altri libri proposti nel corso della serata sono stati:
- Vergogna, (J. M. Coetzee)
- La storia (Elsa Morante)
- Se niente importa. Perché mangiamo gli animali (Jonathan S. Foer)
SCHEDA LIBRO
Titolo: La mia famiglia ed altri animali
Autore: Gerald Durrell
Prezzo: €10,00 (copertina)
Pagine: 352
Editore: Adelphi
Risvolto di copertina:
«Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro»: così Gerald Durrell presenta questo libro, uno dei più universalmente amati che siano apparsi in Inghilterra negli ultimi trent’anni. Ma il lettore avrà il piacere di scoprirvi anche qualcos’altro: la storia di un Paradiso Terrestre e di un ragazzo che vi scorrazza instancabile, curioso di scoprire la vita (che per lui, futuro illustre zoologo, è soprattutto la natura e gli animali), passando anche attraverso avventure, tensioni, turbamenti, tutti però stemperati in una atmosfera di tale felicità che il lettore ne viene fin dalle prime pagine contagiato. La mia famiglia e altri animali fu pubblicato in Inghilterra nel 1956.
Note sull'autore:
Gerald "Gerry" Malcolm Durrell (1925 – 1995) è stato biologo, zoologo ed esploratore. Britannico, fondó la Durrell Wildlife Conservation Trust, un'organizzazione con lo scopo di salvare le specie in via di estinzione e lo Zoo del Jersey sull'isola di Jersey nel 1958. Era il fratello minore dello scrittore e poeta Lawrence Durrell. Passò la propria infanzia a Corfù.
I suoi scritti sono un mix di autobiografia e zoologia, caratterizzati dal frequente ricorso all'ironia, si basano su esperienze personali. Durrell ci fa scoprire la natura con passione, attraverso gli occhi del biologo naturalista, descrivendo con astuzia il mondo degli animali e quello degli uomini.
Il suo é un incredibile lavoro di scienza popolare che introduce il lettore senza sforzo nel cuore del processo scientifico. Ad esempio, il suo saggio Guida del Naturalista (The amateur Naturalist, scritto in collaborazione con sua moglie, Lee Durrell, nel 1982) è un avvio allo studio scientifico degli ecosistemi, che contiene un grande numero di informazioni e la descrizione di esperimenti da poter fare nel proprio giardino.
Ciao!
Incontro: La perla
Carissimi,
Come fa un libro di poche pagine a suscitare tanto entusiasmo di conversazione ed ad aggiudicarsi un giudizio collettivo di 4.18 (su 5)?
Se avete letto "La perla" di John Steinbeck saprete certamente dare contenuto a quanto appena letto. Non vi dico altro per questa volta.
Vi consiglio invece -appassionatamente- di leggere "La perla", nel caso non lo abbiate ancora fatto.
Ciao
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