domenica 20 gennaio 2013
Incontro: L'apocalisse rimandata
Carissimi,
Primo incontro del 2013! Una fredda sera d’inverno che abbiamo riscaldato discutendo del nostro ultimo libro: L'apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe! scritto da Dario Fo nel 2008.
Il giudizio complessivo espresso dai partecipanti alla serata (tre di loro si sono astenuti dall’esprimersi, metto agli atti) è stato di 2.5.
Questo libro si accavalla quindi sul confine tra il leggerlo ed il non leggerlo, … dando ragione ai numeri.
Dario, premio Nobel per la letteratura, non ci fa troppo amare lo stile della sua prosa –almeno all’inizio–. Sembra che nessuno abbia riletto questo libro scritto di getto. Il lettore ne soffre. Su questo ci siamo trovati tutti concordi. I disegni con i quali molte pagine sono abbellite ci fanno sentire vicini all'autore. É chiaro peró che alla lettura manca la sua presenza ... Manca il fatto che ce lo legga lui questo libro. Si, perché questo é uno spettacolo teatrale su carta. La lettura ci da troppo tempo per riflettere sulle parole che perdono della loro emotivitá e del loro effetto. Al cervello balza che non esiste una vera trama e nemmeno una logica nel racconto.
La catastrofe però non ne abbisogna. Lo scopo dell'autore non è quello di educarci, metterci al corrente di intrighi, rivelarci verità nascoste o scientificamente probabili. Non é nemmeno quello di farci cambiare vita. Lo scopo di Fo è quello di travolgerci con emozioni e trascinarci "a valle". Attraverso le emozioni Fo ci sprona a perdere la nostra passività ed a metterci in movimento. Ci invita a (ri)acquistare una forma di pensiero critica e ecostruttiva, libera da condizionamenti e partecipativa. In questo Fo centra in pieno il suo obiettivo. Per questa ragione dico: questo libro è da leggere.
giovedì 29 novembre 2012
Prossimo Club del Libro: venerdì 18 gennaio 2013, h19:30; L'apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe, Dario Fo
Carissimi,
il nostro prossimo incontro si svolgerá:
Venerdì 18 gennaio 2013 alle ore 19:30.
C´incontreremo presso il Ristorante Pizzeria Pinsa’s in Spaarndammerstraat 772, 1013 TJ Amsterdam [zona Westerpark], per parlare di
"L'apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe", di Dario Fo, (saggio che abbiamo scelto di leggere per la prossima volta).
Una breve introduzione al saggio è qui sotto.
In prossimità della data del prossimo incontro invierò un messaggio per riportarvi l’evento di nuovo alla memoria.
Gli altri libri proposti nel corso della serata sono stati pochi! Mi raccomando la prossima!!
- Stella del mattino (Wu Ming 4)
- Se mi chiami mollo tutto, peró chiamami (Albert Espinoza)
SCHEDA LIBRO
Titolo: L'apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe
Autore: Dario Fo
Prezzo: €15,00 (copertina)
Pagine: 201
Editore: Guanda
Sunto
Un bel mattino, a Milano, a Roma, o in qualsiasi altra città del mondo, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento, niente caffè al bar, niente benzina alle pompe. In un batter d'occhio crollano banche e assicurazioni, il denaro non vale più. Il panettiere con forno a legna è preso d'assalto, tornano in auge le biciclette e l'energia prodotta dal sole, dal vento e dai combustibili vegetali finalmente si afferma. Le guerre del petrolio non hanno più ragione di esistere. I potenti di turno rimangono intrappolati nelle loro ville, mentre i politici e i religiosi paludati smettono di fare chiacchiere inutili e razzolano insieme agli altri affamati. Le città si svuotano e si riempiono di nuovo le campagne. Ovunque si ritorna spontaneamente a riunirsi, a discutere.
Recensione
Pensate che il petrolio, nonostante i prezzi alle stelle, sia l'unica fonte di energia possibile? Siete certi che le riserve di "oro nero" siano sufficienti a coprire il fabbisogno dei prossimi anni? Siete convinti che le preoccupazioni sui danni dell'inquinamento e dell'effetto serra siano ingiustificati allarmismi? Se la pensate così (ma anche se siete consapevoli dei rischi che corriamo) leggete questo libro: vi riserverà molte sorprese. Affronta temi oggi molto dibattuti, come la crisi energetica, l'inquinamento ambientale, la necessità di utilizzare fonti di energia alternativa, ma con uno sguardo nuovo. Quello arguto e irriverente di un artista poliedrico, incarnazione istrionica della cultura popolare, nonché premio Nobel della Letteratura: Dario Fo. Il problema ambientale sta diventando, secondo lui, "una disperata ossessione". Ammette infervorato: «non perdo occasione, appena incontro qualcuno, sia maschio che femmina, sia giovane che anziano, di sollevare il problema e di tentare il loro coinvolgimento». Lo fa anche in questo libro, prendendo a braccetto i lettori e accompagnandoli in un viaggio immaginifico in un mondo sconvolto dall'esaurimento del petrolio. Un libro, arricchito da 65 disegni dell'autore, che invita a riflettere ma senza mai perdere il sorriso. Una lettura critica che si allarga all'intera società senza risparmiare politici, giornalisti e persino uomini di chiesa, bersagli dell'irriverente sberleffo dell'autore. Cosa accadrebbe se un bel giorno, svegliandoci, scoprissimo che non possiamo più ascoltare la radio, utilizzare il computer, viaggiare in auto o in aereo, trasportare merci con i camion? Che ne sarebbe di noi se crollassero all'improvviso tutti i pilastri su cui si fonda la vita moderna? Una tragedia, penserete voi. Ma ne siete certi? Dario Fo ci invita a considerare questa fantasiosa possibilità da un nuovo punto di vista. Quello che appare come un drammatico epilogo per l'umanità potrebbe trasformarsi in un punto di partenza verso la rinascita, la salvezza dalla schiavitù del petrolio e dalle aberrazioni dell'economia che gli ruota attorno. Fo immagina un mondo nuovo, dove il droghiere del negozio all'angolo, da sempre sbeffeggiato per le sue preoccupazioni ecologiste, possa sfoggiare il suo avveniristico impianto per la produzione di energia solare, o dove il professore del politecnico, che ha brevettato un'auto che funziona ad aria compressa sia l'unico a poter circolare su quattro ruote nelle strade deserte. Insomma, per un provocatore delle coscienze come l'autore, in questo mondo alla rovescia non c'è solo da perderci ma anche da guadagnarci.
Buona lettura ed alla prossima!
Ciao
Incontro: La mia famiglia e altri animali
Carissimi,
Ci siamo incontrati per discutere de "La mia famiglia ed altri animali" scritto da Gerald Durrell. Subito vi dico che il giudizio collettivo espresso su questo romanzo é stato 3.28 (su 5). Quindi questo é un libro non male.
Che dirne? Innanzitutto abbiamo scoperto che una delle edizioni presenti al nostro tavolo era stata accorciata (l'avevo letta anch'io presa in prestito da Fabrizio che se l'era fatta imprestare da ...). Il libro, destinato ad un pubblico giovane (era un'edizione "scolastica") era stato alleggerito di alcune parti. Perché queste forse avrebbero potuto turbare degli adolescenti? Forse. Non si tratta di grandi cose peró. Anzi, ... si! Sebbene ... Solo il lettore piú attento avrebbe potuto intravvedere in quelle pagine quanto -guzzianamente- definiremo l'effenminata Albione. Questo é il (solo) piccolo prurito del romanzo che per il resto é molto candido candido. Lo si legge (a volte) molto volentieri. Le descrizioni di animali interrompono i dialoghi dei membri di questa pazza, stravagante, allegra e libera famiglia. Come anche fatto da qualche altro presente, anch'io mi sono preso la libertá di girare pagina senza finirla, alle volte. Perché? Forse alcuni dialoghi sono troppo lunghi ed a volte le descrizioni minuziose degli animali sono un pochino noiose. Corfú ne riesce splendidamnte descritta e viene voglia quasi d'andarci. I suoi abitanti, pennellati a colori forti sono una varia umanitá che a volte strappa un sorriso ed a volte forse annoia. Questo libro é strano: lo ho amato ed odiato allo stesso tempo. L'ho letto allo stesso momento con piacere e con noia perché mi é sembrato in alcuni tratti impregnato di semplicitá e di un buonumore (quasi disarmanti) ed in altri di spocchia e ambiguitá. Lo consiglio? Si, perché é un libro unico. Buona lettura.
sabato 15 settembre 2012
Prossimo Club del Libro: venerdì 2 novembre, 19:30; La mia famiglia e altri animali, Gerald Durrell
Il nostro prossimo incontro si svolgerá:
Venerdì 2 novembre alle ore 19:30.
C´incontreremo presso il Ristorante Pizzeria Pinsa’s in Spaarndammerstraat 772, 1013 TJ Amsterdam [zona Westerpark], per parlare di
"La mia famiglia ed altri animali", di Gerald Durrell, (romanzo che abbiamo scelto di leggere per la prossima volta).
Una breve introduzione al romanzo è qui sotto.
In prossimità della data del prossimo incontro invierò un messaggio per riportarvi l’evento di nuovo alla memoria.
Gli altri libri proposti nel corso della serata sono stati:
- Vergogna, (J. M. Coetzee)
- La storia (Elsa Morante)
- Se niente importa. Perché mangiamo gli animali (Jonathan S. Foer)
SCHEDA LIBRO
Titolo: La mia famiglia ed altri animali
Autore: Gerald Durrell
Prezzo: €10,00 (copertina)
Pagine: 352
Editore: Adelphi
Risvolto di copertina:
«Questa è la storia dei cinque anni che ho trascorso da ragazzo, con la mia famiglia, nell’isola greca di Corfù. In origine doveva essere un resoconto blandamente nostalgico della storia naturale dell’isola, ma ho commesso il grave errore di infilare la mia famiglia nel primo capitolo del libro. Non appena si sono trovati sulla pagina non ne hanno più voluto sapere di levarsi di torno, e hanno persino invitato i vari amici a dividere i capitoli con loro»: così Gerald Durrell presenta questo libro, uno dei più universalmente amati che siano apparsi in Inghilterra negli ultimi trent’anni. Ma il lettore avrà il piacere di scoprirvi anche qualcos’altro: la storia di un Paradiso Terrestre e di un ragazzo che vi scorrazza instancabile, curioso di scoprire la vita (che per lui, futuro illustre zoologo, è soprattutto la natura e gli animali), passando anche attraverso avventure, tensioni, turbamenti, tutti però stemperati in una atmosfera di tale felicità che il lettore ne viene fin dalle prime pagine contagiato. La mia famiglia e altri animali fu pubblicato in Inghilterra nel 1956.
Note sull'autore:
Gerald "Gerry" Malcolm Durrell (1925 – 1995) è stato biologo, zoologo ed esploratore. Britannico, fondó la Durrell Wildlife Conservation Trust, un'organizzazione con lo scopo di salvare le specie in via di estinzione e lo Zoo del Jersey sull'isola di Jersey nel 1958. Era il fratello minore dello scrittore e poeta Lawrence Durrell. Passò la propria infanzia a Corfù.
I suoi scritti sono un mix di autobiografia e zoologia, caratterizzati dal frequente ricorso all'ironia, si basano su esperienze personali. Durrell ci fa scoprire la natura con passione, attraverso gli occhi del biologo naturalista, descrivendo con astuzia il mondo degli animali e quello degli uomini.
Il suo é un incredibile lavoro di scienza popolare che introduce il lettore senza sforzo nel cuore del processo scientifico. Ad esempio, il suo saggio Guida del Naturalista (The amateur Naturalist, scritto in collaborazione con sua moglie, Lee Durrell, nel 1982) è un avvio allo studio scientifico degli ecosistemi, che contiene un grande numero di informazioni e la descrizione di esperimenti da poter fare nel proprio giardino.
Ciao!
Incontro: La perla
Carissimi,
Come fa un libro di poche pagine a suscitare tanto entusiasmo di conversazione ed ad aggiudicarsi un giudizio collettivo di 4.18 (su 5)?
Se avete letto "La perla" di John Steinbeck saprete certamente dare contenuto a quanto appena letto. Non vi dico altro per questa volta.
Vi consiglio invece -appassionatamente- di leggere "La perla", nel caso non lo abbiate ancora fatto.
Ciao
domenica 8 luglio 2012
Prossimo Club del Libro: venerdì 7 settembre 2012, h 19:30, La perla (John Steinbeck)
Carissimi,
Venerdì 7 settembre alle ore 19:30, c´incontreremo presso il
Ristorante Pizzeria Pinsa’s in Spaarndammerstraat 772, 1013 TJ Amsterdam [zona Westerpark], per parlare de
"La perla", di John Steinbeck, (romanzo che abbiamo scelto di leggere per la prossima volta). Una breve introduzione al romanzo è qui sotto.
In prossimità della data del prossimo incontro invierò un messaggio per riportarvi l’evento di nuovo alla memoria.
Gli altri libri proposti nel corso della scorsa serata sono stati:
- Scorrete lacrime, disse il poliziotto (Philip K. Dick)
- Ma c'erano gli zingari in Olanda? Emarginazione, eliminazione, rimozione. (Jeannette E. Koch)
- Pastorale americana (Philip Roth)
- Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta (Robert M. Pirsig)
- Qualcosa di scritto (Emanuele Trevi)
SCHEDA LIBRO
Titolo: La perla
Autore: Steinbeck John
Prezzo: € 7,90 (copertina)
Pagine: 112
Editore: Bompiani
Sinopsi:
Scritto nel 1947, questo breve ed intenso racconto non é privo di complessità. Inserito nel contesto geografico e sociale a lui caro (la California pervasa dall'indigenza) e segnato dai suoi personaggi di culto (un’umanità ricca di sentimenti, sogni e speranze ed intrappolata in relazioni sociali disperate), Steinbeck produce un racconto intenso in cui affronta con chiarezza il tema ancestrale di relazione tra il bene ed il male.
Trama:
Una famiglia poverissima di pescatori di perle della Bassa California necessita di denaro per sostenere le cure mediche del figlio. Allo scopo, si accanisce nel lavoro fino a trovare, sul fondo marino, una perla di straordinaria grandezza e valore. All'evento, i compaesani iniziano a manifestare un interesse spropositato verso la famiglia di pescatori … e la loro improvvisa fortuna.
Nel difendersi da un tentativo di rapina, il capofamiglia si macchia di un omicidio. Mentre si nasconde con la moglie ed il figlio nella casa del fratello, la loro squallida dimora viene data alle fiamme. La famiglia fugge allora dal villaggio ma alcuni loschi individui si mettono sulle loro tracce senza dar loro tregua. Riescono infine a trovarli. Stremato e privo di alternative, il capo famiglia decide di affrontare gli inseguitori. L’irreparabile accade quando un colpo d'arma da fuoco ne uccide il figlio. Dopo aver vendicato la morte del figlio, la coppia ormai sola torna al villaggio natale. Celebrata come speranza di vita migliore, la perla ha aggravato la loro rovina e per questo il pescatore la restituisce al mare a cui appartiene.
Note sull'autore:
John Ernst Steinbeck nacque a Salinas (California) il 27 febbraio 1902. Durante gli anni universitari (s’iscrisse a biologia presso la Stanford University), pubblicò novelle e poemi satirici su alcuni periodici locali. Lasciò l’università senza laurea e nel 1925 partì per New York, dove cercò di fare il giornalista free lance. Presto tornò in California. Dopo un periodo passato nella Sierra Nevada si stabilì a Pacific Grove dove diede inizio ad una feconda e fortunata produzione letteraria che lo condusse al successo. Il primo riconoscimento di pubblico e critica lo raggiunse nel 1935, quando uscì "Pian della Tortilla". Nel 1937 seguì "Uomini e topi", per il quale Steinbeck curò anche la riduzione teatrale. Nel 1939 uscì “Furore” (The Grapes of Wrath), che gli aggiudicò il premio Pulitzer (dal soggetto del libro, l’anno successivo, fu tratto un film per la regia di John Ford). Durante il secondo conflitto mondiale Steinbeck fu il corrispondente di guerra, in Europa ed Africa, per il New Herald Tribune. Nel 1942 pubblicò "La luna è tramontata", romanzo ispirato alla Resistenza norvegese ed unico da lui dedicato alla guerra (anche da quest’opera fu tratto un dramma di successo). Tornato in America, alternò la sua attività di scrittore ad una serie di viaggi (anche in Italia) durante i quali accumulò materiale per opere di narrativa, reportage, libri di viaggio. A questo genere appartiene il suo ultimo lavoro, "Viaggio con Charlie", un diario in cui Steinbeck descrisse le proprie impressioni sull'America, nate nel corso di un tour di tre mesi che lo portò ad attraversare in camion quaranta Stati. Nel 1962 gli fu conferito il premio Nobel per la letteratura. Colpito da un attacco cardiaco, John Steinbeck si spense a New York il 20 dicembre 1968.
Buona lettura ed alla prossima!
Ciao,
Incontro: L'isola
Carissimi,
Abbiamo trovato una nuova sede d’incontro e ci siamo incontrati presso la pizzeria Pinsa’s, ieri sera.
Li abbiamo parlato de "L’isola" di Aldous Huxley esprimendo un giudizio collettivo di favore verso questo romanzo equivalente ad un bel 4 (su 5). Che dir di più?
Una piccola isola, remota ed inaccessibile, da qualche parte nei pressi dell'Indonesia. Pala è libera della protezione di un Dio o Padrone (ed ogni suo contrario in cielo e variazione in terra che ne giustifichino destino ed esistenza). Com'è priva di “miracoli-sciagure”, sgonfia di “predestinazione-sofferenza-purezza-peccato”, indifferente alle tentazioni consumistiche. È un laboratorio abitato da un’ammirabile ed amabile umanità, che ha creato e mantiene un equilibrio di “sanità” (… non perfezione) individuale e collettiva elevatissimo. Fondata sulla totale fiducia individuale, rispetto reciproco e cosciente consapevolezza, Pala è organizzata in armonia con il suo ambiente ecologico. La felicità individuale e collettiva dei suoi abitanti è lo scopo dell’esistenza della sua organizzazione statale. Ogni individuo è riconosciuto come unico e "sorretto" –in ogni momento della sua evoluzione psichica e fisica. Ognuno, pienamente integrato ed in armonia con il contesto, possiede la libertà ed il potere indispensabili alla consapevolezza ed alla felicità.
Poiché Pala si fonda sui suoi abitanti ed il suo equilibrio è una risultante (non una costante), la sua sorte non può che dipendere dall’agire d'ognuno in unità. Un solo egoismo ed un solo atto di individualismo basteranno a distruggerla. I palinesi e Will Farnaby invitano “il lettore” ad essere partecipe di una serie di dialoghi a tema filosofico, storico, religioso, scientifico, sociale, psicologico, economico … di straordinario interesse. La penna di Huxley regala, con sapiente maestria paesaggi sublimi, un popolo bello e radioso ed un finale tragico ma non senza speranza. Scritto 50 anni fa, L’isola è un romanzo bello, fresco ed attuale oggi come, probabilmente, il lettore del momento nel quale fu pubblicato per la prima volta lo avrà trovato fantascientifico, geniale ed utopico. Da leggere (e rileggere).
Ciao
sabato 30 giugno 2012
Cambio luogo d'incontro, Club del libro venerdì 6 luglio
ATTENZIONE!
L'incontro di venerdì prossimo 6 luglio si terrà alla pizzeria Pinsa's, in Spaarndammerstraat 772, diversamente da quanto annunciato in precedenza
martedì 22 maggio 2012
Prossimo Club del Libro: venerdì 6 luglio 2012, h 19:30, L'isola (Aldous Huxley)
Carissimi,
Per il nostro prossimo incontro, abbiamo scelto di leggere "L’isola", di Aldus Huxley.
Attenzione:
Venerdì 6 luglio 2012 alle ore 19:30, c´incontreremo presso il ristorante Rewan in Van Woustraat 206-212 [1073 NA Amsterdam] per parlarne.
In prossimità della data del prossimo incontro v'invierò un messaggio per riportarvi l’evento alla memoria.
Gli altri libri proposti nel corso della scorsa serata sono stati:
Una bellezza russa (Vladimir Nabokov)
Mr Gwyn (Alessandro Baricco)
Le lacrime di Nietzsche (Irvin Yalom)
SCHEDA LIBRO
Titolo: L’isola
Autore: Aldus Huxley
Editore: Mondadori (1998)
Prezzo di copertina: E8.50
Pagine: 416
Will Farnaby é un giornalista che si reca in Estremo Oriente per conto di un magnate della stampa e del petrolio. Un viaggiatore del nostro tempo, fa naufragio sulle coste inaccessibili dell'immaginaria isola di Pala, un luogo sconosciuto che si avvicina alla perfezione e che mai nessuno precedentemente ha descritto. Abitata da individui intrisi di una spiritualità seducente e quasi completamente isolati da ogni contatto con l'esterno, hanno tentato di realizzare un progetto di società ideale basata sul superamento d’ogni complesso, sull'ampliamento della consapevolezza e sulla fusione armonica con la natura. Farnaby viene a contatto con una popolazione dal carattere gentile e sereno che è riuscita a coniugare la scienza con l'arte e che vive in una delicata utopia in un mondo attento ai bisogni e ai desideri umani più che alla smodata ed oligarchica crescita economica. Questa moderna, solare Utopia è destinata a venir travolta dalla barbara violenza della «civiltà» moderna. Pur ammirando la società nella quale si è improvvisamente trovato, Farnaby viene coinvolto in un tentativo di impossessarsi del petrolio presente sull'isola.
Ne L'isola Huxley ci avvicina, in modo molto "pratico", ad un ramo della religione Buddista, quella Mahayana. Un libro acuto che condanna senza mezzi termini l'ignoranza, il militarismo e la violenza, L'isola fu l’ultimo romanzo di Huxley, e venne scritto nel periodo in cui l'autore stava realizzando esperimenti con la Mescalina. Nel suo duplice aspetto di romanzo e di saggio, L'isola mette in luce come l'uomo e i suoi intenti non sempre si concilino alla perfezione.
Ciao
Alberto
Incontro: Persecuzione
Carissimi,
All’ultim’istante ce l’abbiam fatta a trovar un luogo d’incontro, quel venerdì 11 maggio. La desolata pizzeria Secchetti, nella qual il Club del Libro si è riunito nel corso degli ultim’anni: è fuggita! [Addio Itaca del Libro, Baluardo di Disperazion, Alla caduta Onore, Mai tanto la Vita, Elogio alla tua Resistenza]. Certo, da fin intenditori avevam odorato che non potessi riuscir ad aprir la tua porta ancor a lungo. Forse ch’il colpo final, te l’ha dato un “… voilá!” di troppo? Chi potrà dirlo! La tua scomparsa ci priva di un piccol privilegio e di certezza: non sarem più soli, unici, allegri clienti dei venerdì sera, dov’anche mai in futur. Spengiam, invece di gettar più luce infantile, la tua … fioca … piccol ... a-stella.
Andiamo alle circostanze dell’ultima serata. Il giudizio collettivo espresso su "Persecuzione. Il fuoco amico dei ricordi" di Alessandro Piperno é 3 (su 5).
Piperno non è una stella cadente ma un pianeta che ha intercettato la nostra rotta in precedenza (“Con le peggiori intenzioni”). Che dire di Persecuzione? Si sarebbe meglio titolato “Presunzione, il fuoco amico dei ricordi” (non spaventatevi: ci sono anche dei brownie points piú avanti). Il lettore non potrà non vantarsi di riconoscere film, libri ed autori in corso di lettura. Alla radio recentemente ho sentito: “i libri che parlano di altri libri è come se parlassero tra loro”. Bella vero? Beh, questo libro potrebbe scriverne un’altra: “i libri che ci fanno pensare che sappiamo che questo libro ci fa pensare ad altri libri, film o scrittori e che ci fa sentire per questo come se ci parlasse, ci fa sentire presuntuosi”. Non proprio la stessa, vero? Il libro non è presuntuoso. L’autore è chiaramente a qualche gradino di distanza da coloro ai quali ci fa pensare. Siamo coscienti che avesse disperato bisogno di raggiungere quota 416 (un bel numero) e che ne ha scritto un altro (… continua). Quegli indizi, quei momenti rivelatori, (non sarcastico >) quei momenti d’arte nella narrazione, quelle interminabili digressioni, quelle subordinate che cadono come meteoriti (neanche qui) sono sicuramente sparsi con maestria. Insomma: la g/classe. E poi … continua. C’è sesso, erotismo e volgarità (tutti banali): necessari a far vendere. Tollerabili? Cose brutte e delle quali vergognarsi ... Moralista: maddechéao! Ci sono anche bei (sarcastico) disegni a penna che all’improvviso una voce narrante ci introduce come … attenzione, attenzione, anzi lasciamo perdere! Ma che i genitori di Leo si fossero rifugiati in Svizzera durante la IIGM influenza la sua surreale apatia? Ci sono molti scrittori che fanno del paradosso un’arte. Piperno rende paradossale credervi. Arte? Forse. Quando lo rileggerò tra vent’anni capirò la sua grandezza? Vero è che (non sarcastico) il libro mi mette nella condizione di pensare e di promettere solennemente a me stesso di non cadere nell’apatia o nell’immobilità in qualsivoglia circostanza. Quando mi domando come avrei reagito se fosse successo a me, mi posso immaginare nella parte di Leo? Se dipendessi dalle persone intorno a me, se mi importassero quanto l’aria, se il loro giudizio fosse per me più importante del mio amore per la veritá e della mia fedeltà verso me stesso e se insomma fossi soggetto alla banalità dell’insicurezza e della vergogna … si, allora potrei trovarmi a vestire i panni di Leo. Rachel, la moglie, la madre (giudea ed italiana, figura crudele e perfetta sotto ogni punto di vista), l’amore dell’età adulta, l’amica-nemica, la coscienza, é quell’incognito che il prossimo più vicino ed intimo a noi sempre rimane. Rita ed Herrera, al contrario, sono tutto ciò che è distante e che è facile da capire, da disprezzare e che per questo al contempo vorremmo disperatamente poter imitare o poter (tristemente) essere. Personaggi magistralmente tracciati. Come lo è Camilla. Un libro che ognuno può leggere a modo proprio a seconda dei libri dei quali gli scaffali della sua libreria si sono riempiti nel passato. Il mistero più grande rimane Simona, a cui questo libro è dedicato. Anche il seguito è dedicato a costei?
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